LisannaC
Twitter lancia (ancora) un nuovo modo di comunicare: Vine, i video in 6 secondi

Twitter presenta Vine, l’app che consente di creare e condividere brevi video di 6 secondi (o meno) sul proprio profilo Vine, oltre che su Facebook e Twitter.

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Se con i brevi testi dei cinguettii ci siamo abituati ad un nuovo modo di comunicare attraverso le parole, con Vine l’esperienza sarà completa e ancora più interessante.

Dal mio punto di vista, una mossa vincente che darà vita ad un nuovo modo di raccontare attraverso i suoni e le immagini.

Twitter punta così sul suo trinomio vincente: sintesi, creatività e condivisione… sono sicura che ne vedremo, e sentiremo, delle belle!


Vuoi sapere come funziona?

Al momento Vine è disponibile, gratuitamente, solo per iPhone e iPod touch, ma l’azienda sta lavorando per portarlo su altre piattaforme.

Una volta scaricata la app, ci si può iscrivere inserendo un indirizzo email o accedendo con il proprio account Twitter.

È quindi possibile trovare persone da seguire, creare e condividere video.

Selezionando la funzione “Explore” si possono vedere tutti i video oppure i video e gli hashtag che sono popolari al momento o ancora ricercare persone o tags.

Nella versione attuale tutti i video condivisi sono pubblici, ma in futuro dovrebbe essere possibile l’impostazione di diversi livelli di privacy.

Sei curioso di vedere qualche esempio? Li trovi sul blog di Twitter

Promozione multicanale per l’Abruzzo 2.0

Un articolato sistema di siti e blog tematici, una presenza strutturata sui diversi social network e 3 apps, per comunicare e interagire con il mercato nazionale e 6 mercati esteri.

Tutto questo ed altro ancora fa parte della strategia recentemente intrapresa dall’Assessorato al Turismo dell’Abruzzo per promuovere la regione attraverso una comunicazione integrata e multicanale che va ad intervenire sui diversi strumenti del web 2.0, declinando di volta in volta contenuti e linguaggio in base al target di riferimento.

Attività preceduta da un’approfondita analisi dei mercati di riferimento e basata sulla conoscenza delle peculiarità di ogni canale utilizzato.

Leggi l’intero articolo su egovnews

L’anima di Bologna sui social media

Sui social network Bologna si distingue per la capacità non solo di tenere informati i cittadini, ma di mettersi in relazione con loro fino a condividerne esigenze e anche stati d’animo. Una presenza costante e un punto di riferimento importante per la collettività.

Leggi la mia intervista a Luca Zanelli, staff Iperbole, su egovnews.it

Il politico e l’istituzionale? Socialmente diversi

Riporto integralmente il testo dell’articolo scritto per eGovNews:

La sfera politica e quella istituzionale rischiano di confondersi sul web 2.0. Le PA devono prestare molta attenzione per non oltrepassare la linea sottile di demarcazione tra due ambiti affini eppur diversi.

La prima volta che abbiamo sentito parlare di un uso massiccio dei social media nella vita pubblica è stato nel 2008, in occasione della prima campagna elettorale di Obama. L’attuale presidente USA ha scelto il web 2.0 per comunicare in maniera diretta ed immediata con i propri elettori e detrattori, facendosi così più vicino alle persone e accrescendo in poco tempo la propria popolarità.

Ma quando parliamo di utilizzo dei social network nella PA, ci riferiamo allo stesso fenomeno?
In realtà occorre fare un’importante distinzione tra l’utilizzo politico e quello istituzionale. Lo stesso Obama, una volta eletto, ha modificato il proprio modo di comunicare in quanto a parlare non era più il candidato alla Casa Bianca, ma il Presidente degli Stati Uniti. Non si poneva più soltanto quale uomo politico, ma quale rappresentante di una Nazione: cambiavano quindi i ruoli, i contenuti e il linguaggio. 

Le Pubbliche Amministrazioni sui social network devono tener ben presente questa distinzione e non cadere nella trappola di considerare i profili social come dei luoghi deputati unicamente a promuovere l’amministrazione in carica.

Ciò non significa che sui social media non si possa svolgere attività politica, ma i luoghi adatti a questo tipo di attività non possono essere i profili istituzionali dell’Ente, bensì quelli personali del Sindaco e degli altri esponenti politici. Rappresentare un’Istituzione vuol dire non esprimere mai posizioni personali o di partito, ma rappresentare e servire l’intera collettività: una PA non si rivolge agli elettori dell’amministrazione in carica, ma a tutta la comunità.

Concretamente ciò si traduce nell’utilizzo delle piattaforme di social media per diffondere informazioni di pubblica utilità, promuovere eventi pubblici, incentivare il dialogo e il confronto, coinvolgere la cittadinanza nelle decisioni pubbliche, essere sempre pronti all’ascolto e a fornire una pronta e corretta risposta istituzionale a opinioni, esigenze e istanze. Questo non toglie che la naturale conseguenza di una presenza ben pianificata e strutturata sul web 2.0 sia anche un ritorno di immagine per l’amministrazione in carica, ma si tratta di un aspetto secondario rispetto a quello che è lo scopo principale: fornire un reale servizio al cittadino, dando così nuova linfa ai principi di trasparenza, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa.

I social network per comunicare col cittadino: l’esperienza del Comune di Cesate

Riporto integralmente il testo dell’articolo che ho scritto per eGovNews in merito all’esperienza sui social media fatta insieme al Comune di Cesate

“Come scoprire che il video realizzato dalla biblioteca del proprio Comune sta impazzando sul web tedesco? Come avvisare i cittadini dei problemi legati al terremoto di fine gennaio e all’eccezionale nevicata di febbraio? Come promuovere le iniziative culturali cittadine?

Sui social ma con giudizio
Lerisposte può darcele il Comune di Cesate, che ha vissuto queste ed altre esperienze nella fase di start-up della propria presenza sui social network.

Una presenza forte, strutturata, che ha visto il Comune del milanese, circa 14.000 abitanti, consolidare il proprio rapporto con i cittadini tramite l’utilizzo di Facebook e Twitter insieme a YouTube e Flickr.

Una scelta condivisa dal sindaco Roberto Della Rovere e dal suo staff, preceduta dallo studio di un accurato piano di comunicazione che nulla ha lasciato al caso.

Sono stati analizzati i diversi social network e le relative caratteristiche, al fine di scegliere gli strumenti più adatti per entrare in relazione col cittadino. Per ciascuna piattaforma si è poi declinata la comunicazione, in relazione alle peculiarità specifiche dello strumento.

I social network sono degli straordinari strumenti di comunicazione e interazione in tempo reale, capaci di apportare nuova linfa ai principi di trasparenza, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa. E’ per questo che le Amministrazioni più attente ne hanno colto subito le potenzialità e, come il Comune di Cesate, scelgono un approccio strutturato e condiviso tra Uffici ed Ammistrazione.

Il Comune ha investito sul personale, in termini di organizzazione e formazione delle risorse, per una presenza proficua sui social network. La gratuità delle piattaforme e l’apparente facilità d’uso degli strumenti non devono infatti trarre in inganno: sul web 2.0 non si può improvvisare, ma occorre una precisa linea strategica da seguire al fine di offrire un reale servizio al cittadino.

Il ritorno di immagine per il Comune e per il territorio non è poi che il naturale risultato di un’attività ben congeniata. Basti pensare al video realizzato e pubblicato su YouTube dalla Biblioteca di Cesate “La biblioteca per tutti, di tutti”, che ha ricevuto apprezzamenti anche su diversi siti tedeschi. Un video che trae forza dalle bellissime e colorate immagini, dalla musica originale e dalla proficua collaborazione tra chi in biblioteca ci lavora e chi la frequenta, uniti dalla passione per la cultura e dall’apertura al confronto. Tutto ciò è trasmesso a chi lo guarda… ed ecco che la viralità nasce spontaneamente da quella che è una viva realtà culturale e territoriale.

Il Comune ha potuto verificare il successo del video pubblicato su YouTube oltre i confini nazionali grazie all’azione di monitoraggio intrapresa su Twitter, seguendo - tramite un’apposita piattaforma di gestione dei social network - le menzioni del Comune di Cesate su scala mondiale. Ed ecco che grazie al web 2.0 è possibile non solo dialogare proficuamente con i propri cittadini, ma entrare in contatto con la realtà globale, stabilendo interazioni fino a poco tempo fa impensabili.

Grande successo anche per il profilo su Facebook della Biblioteca che, con oltre 2.780 iscritti, è in costante crescita. Il profilo, già esistente da tempo, ha subito un restyling e continua ad ospitare con successo notizie, immagini e frizzante quotidiano della vita in biblioteca (una realtà ben lontana dalla rappresentazione seriosa e polverosa dell’immaginario collettivo).

Tante foto, ma anche monitoraggio e feedback
La pagina istituzionale del Comune di Cesate su Facebook, appena nata, ospita già diversi album fotografici, tra cui: “Com’è bella la città com’è grande la città”, “Le piazze del sapere e delle libertà” “Suggestioni del bosco di Cesate”, “Utopia, la città possibile”, “La poesia della neve nei boschi di Cesate”… quale migliore presentazione per il territorio?

Oltre alle immagini, tanto altro: dalle notizie in tempo reale di interesse per i cittadini (potenziamento rete idrica, interruzioni stradali, censimento) alla promozione delle attività del Centro di Aggregazione rivolto ai ragazzi dagli 11 ai 20 anni.

Per il Comune, così come per la Biblioteca, sono stati creati anche i profili su Twitter, social network che, con soli 140 caratteri, consente di informare e comunicare con i cittadini, i media e potenzialmente il mondo intero. Le notizie di Twitter, che saranno presto integrate nell’home page del sito, costituiscono una piccola rassegna delle comunicazioni del Comune verso i Cittadini. La possibilità inoltre di monitorare ciò che sul social network cinguettante si dice del Comune, costituisce essa stessa per l’Amministrazione una sorta di rassegna di umori, necessità e tendenze legate al territorio e alla comunità.

Come ha ben capito il Comune di Cesate, i social network costituiscono non solo il mezzo più appropriato per raggiungere il cittadino attraverso gli strumenti a lui più congeniali, ma anche il miglior strumento per ottenere un immediato feedback e una partecipazione attiva da parte degli stessi in merito alle attività istituzionali e culturali dell’Ente.

Per lo screening iniziale, il piano di comunicazione e la fase di start-up, il Comune si è avvalso dell’affiancamento dell’area Comunicazione di SI.net Servizi Informatici. L’azienda ha al suo attivo importanti esperienze di studio, formazione e consulenza sul web 2.0 per le PA, tra cui il video entrato a far parte del Quinto Tavolo Nazionale sulla Comunicazione Pubblica e l’intervento  al seminario “Il web 2.0 e le frontiere della relazione con il cittadino”, nell’ambito del progetto “MiglioraPA” del Dipartimento della Funzione Pubblica”.

Webinar ForumPA “Il web 2.0 e le frontiere della relazione con il cittadino”

Webinar ForumPA

Giovedì 15 dicembre dalle 12.30 alle 14.00, sarò presente, con l’intervento “Si fa presto a dire 2.0!”, al sesto ed ultimo webinar (seminario online), dedicato ai temi del customer satisfaction management.

Questi i temi che verranno affrontati durante il webinar, organizzato nell’ambito del progetto MiglioraPA del Dipartimento della Funzione Pubblica:

Il web 2.0, i social network, la disponibilità di nuovi device sempre connessi a internet hanno contributo in poco tempo all’incremento della diffusione di internet nel nostro paese. Insomma, gli italiani stanno diventando digitali grazie a Facebook! Si tratta di una rivoluzione, sicuramente dal punto di vista dei comportamenti, delle abitudini, degli stili di vita e di consumo. Una rivoluzione in cui però, a differenza dell’esordio di internet in cui l’informatica pubblica aveva giocato un ruolo di traino, la PA sembra stare su posizioni di retroguardia o muoversi con imbarazzo o improvvisazione nel mondo del 2.0.

Viste da fuori, le amministrazioni sembrano considerare il web 2.0 troppo spesso come un canale di comunicazione, una moda da cavalcare, magari una forma di comunicazione politica piuttosto che come una opportunità per nuovi servizi (il crowdsourcing di fix-my-street), per coinvolgere i cittadini in modalità più dirette di valutazione della qualità, per impostare comunque un diverso approccio alla relazione PA-cittadino-utente.

Con questo webinar, il sesto, si chiude il ciclo di MiglioraPA, non a caso con una riflessione che riporta il discorso della qualità dei servizi al punto di partenza: il cambiamento sociale come potente leva per innovare e modernizzare la PA. Gli interventi previsti ci aiuteranno ad analizzare le dinamiche del web 2.0 viste con gli occhi e dal lato delle pubbliche amministrazioni.

Argomenti
•    Cittadini 2.0 o amministrazioni 2.0?
•    Il web 2.0 come metafora e strumento per una nuova forma dell’amministrare
•    Le pubbliche amministrazioni alle prese con il web 2.0
•    Errori da evitare, miti da sfatare e indicazioni da seguire per non sbagliare approccio al 2.0

PROGRAMMA
•    Gianni Dominici – Direttore generale FORUM PA
Il cittadino 2.0: opportunità e sfide
•    Alessandro Lovari – Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Università degli Studi di Siena
Non basta essere su Facebook per essere 2.0. La qualità della presenza della PA sul social network
•    Annalisa Collacciani – Consulente, esperta in comunicazione e dinamiche 2.0
Si fa presto a dire 2.0!
•    Paolo Coppola – Assessore all’innovazione del Comune di Udine
Twitter e le altre (social application): l’esperienza di Udine

Dove: online seguendo questo link

Come partecipare: occorre iscriversi seguendo il link ed aprire lo stesso link nel giorno/ora di programmazione.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata all’evento sul sito di Forum PA.

Social media e Pubbliche Amministrazioni - Provocazioni di Annalisa Collacciani 

La video provocazione pubblicata sul canale YouTube InnovazioneTV è entrata a far parte del quinto tavolo di lavoro URPdegliURP “Siti utili e ben fatti nell’era dell’amministrazione digitale”, nell’ambito dell’incontro “Sfruttare i social media: ma per cosa?” 

Social media evolution: le opportunità per le PA - ottobre 2011.

Il punto sulle evoluzioni dei social media, in particolare Facebook, e le opportunità per le amministrazioni pubbliche che vogliono usare questi strumenti per comunicare con i cittadini. 

L’intervista mi è stata fatta da Claudio Forghieri, direttore scientifico di E-gov, per il canale YouTube InnovazioneTV

Facebook e Twitter per le PA: social network a confronto

Comunicazione Pubblica n. 119/120

Riporto integralmente il testo del mio articolo pubblicato sul numero 119/120 di Comunicazione Pubblica (la rivista dell’Associazione Italiana di Comunicazione Pubblica e Istituzionale).

Nell’era del Web 2.0 anche le PA locali si cimentano nell’utilizzo dei social network, in particolare Facebook e Twitter, per costruire insieme al cittadino nuove forme di dialogo. Tramite questi strumenti, infatti, i principi di trasparenza, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa ricevono nuova linfa grazie alla possibilità di una comunicazione diretta, immediata ed interattiva con la cittadinanza.

Ciò non significa che le Amministrazioni locali debbano necessariamente essere presenti sui social network. La scelta deve essere ponderata e preceduta da un’analisi che prenda in considerazione obiettivi (cosa comunicare e a quale target), strategie (come comunicare e con quale grado di interazione), strumenti (Facebook, Twitter, Flickr, YouTube, …), risorse (è vero che gli strumenti sono gratuiti, ma occorre personale preparato da dedicare in modo continuativo al social networking).

Sono troppe le Amministrazioni che si buttano nell’impresa senza predisporre un buon piano di comunicazione, tanto che sono numerosi nella rete i profili pubblici creati e poi gestiti male o del tutto abbandonati. Esistono anche esempi eccellenti, da cui emerge una piena consapevolezza degli strumenti e una chiara definizione degli obiettivi, ma in molti casi l’approccio è del tutto empirico: si decide di essere presenti su un social network per sentirsi al passo con i tempi o per non essere da meno rispetto ad altre PA, senza avere una strategia precisa e degli obiettivi chiari. In alcuni casi, invece, pur essendoci un buon progetto iniziale, mancano poi le risorse necessarie per portarlo avanti.

In un web che non dimentica, le PA – così come le persone – non devono trascurare il fatto che la loro immagine resterà indissolubilmente legata al modo in cui sono presenti sul web 2.0. Se è bene esserci, per le enormi potenzialità positive del mezzo, è però opportuno muoversi con le dovute accortezze.

Occorre innanzitutto una buona conoscenza degli strumenti: Facebook e Twitter sono tra i social network più utilizzati a livello internazionale e, sebbene siano spesso associati, hanno caratteristiche profondamente diverse, con punti di forza e peculiarità che portano a valorizzare alcuni aspetti comunicativi rispetto ad altri. Le differenze ci sono anche in termini di approccio “manutentivo”, risorse necessarie e filosofia di interazione. Bisogna quindi avere le idee chiare prima di fare delle scelte di campo che potrebbero sortire effetti profondamente diversi da quelli attesi.

Per le PA che intendano ad esempio fornire informazioni frequenti, istantanee e velocemente consultabili, Twitter si rivela lo strumento più adatto grazie alla brevità dei contenuti, alla loro diffusione in tempo reale, alla possibilità di aggiornamento anche tramite sms e alla funzionalità che permette di integrare il sito internet dell’Ente con un apposito box dove compaiono in tempo reale le ultime news inserite. Gli utenti possono inoltre seguire il flusso di informazioni accedendo ai contenuti del profilo pur non essendo iscritti a Twitter e anche utilizzando un abbonamento ai feed RSS.

Per coloro che mirano invece a costruire un rapporto approfondito con i propri interlocutori, basato su dialogo, partecipazione e confronto, sfruttando appieno le potenzialità del web 2.0, Facebook è lo strumento ideale in quanto consente la massima interazione, con scambio di informazioni, commenti, foto, video…

Oltre che in termini di strategia di comunicazione, occorre ragionare anche in termini di organizzazione interna e risorse disponibili. Sia Facebook che Twitter richiedono un lavoro costante di aggiornamento e monitoraggio, tuttavia l’impegno richiesto aumenta di pari passo con le possibilità di interazione dei due strumenti. Conseguentemente la gestione di un profilo su Twitter risulta sicuramente meno impegnativa della gestione di una pagina su Facebook, ma richiede in ogni caso un approccio strutturato nell’ottica del servizio (continuativo) al cittadino.

Vediamo ora le principali caratteristiche dei due strumenti a confronto.

Cos’è Facebook
Facebook costituisce un’interfaccia unica che racchiude in sé le funzioni di posta elettronica, chat, condivisione di contenuti, foto, video, … a cui aggiunge la possibilità di contattare facilmente amici vecchi e nuovi, personaggi e istituzioni presenti sul social network.
Creato nel febbraio 2004 da Mark Zuckerberg (all’epoca studente diciannovenne presso l’università di Harvard) allo scopo di conoscere i propri compagni di corso e/o dialogare con loro, Facebook si è esteso velocemente a diverse università americane, poi alle scuole superiori e alle grandi aziende, fino a divenire accessibile a tutti a partire dall’11 settembre 2006.

Cos’è Twitter
Creata nel 2006 dalla Obvious Corporation di San Francisco, Twitter è una piattaforma online di information network, posta elettronica e microblogging, strutturata per informare e mantenersi informati in tempo reale sui più disparati argomenti. Fornisce agli utenti una pagina web personale aggiornabile tramite messaggi di testo, con una lunghezza massima di 140 caratteri, denominati Tweets (cinguettii). Il motore di ricerca interno e l’essenzialità dei messaggi (in pochi caratteri si devono infatti riportare un’efficace descrizione e un eventuale link a pagine internet con contenuti più ampi) rendono Twitter un ottimo indicizzatore di contenuti. Al momento in cui si scrive, la piattaforma sta subendo il suo primo importante restyling che comporterà un nuovo design e una maggiore facilità di consultazione dei contenuti, oltre alla possibilità di visualizzare direttamente su Twitter video e foto (grazie ad accordi stipulati con diversi partner tra cui YouTube e Flickr).

Dffusione di Facebook
Facebook è attualmente la più diffusa piattaforma online di social networking, avendo superato i 500 milioni di utenti. In Italia, nel luglio 2010, sono stati raggiunti quasi 17 milioni di utenti, con una penetrazione rispetto all’intera popolazione del 29%, mentre è del 56,15% la penetrazione della popolazione online, con valori in costante crescita. La maggior diffusione si ha nella fascia compresa tra i 17 e i 44 anni.

Diffusione di Twitter
Twitter ha una penetrazione ancora limitata in Italia, dovuta anche al fatto che solo dall’inizio del 2010 si è avuta la traduzione in italiano. Se nell’agosto 2010 gli utenti globali sono giunti a 145 milioni, con una crescita di 370 mila al giorno, in Italia ci si aggira attorno a 8 milioni di utenti in costante incremento. Ogni giorno sono 90 milioni i Tweet pubblicati nel mondo.

La pagina istituzionale su Facebook
Su Facebook è possibile interagire attraverso un profilo personale, un gruppo o una pagina/profilo istituzionale. Quest’ultima costituisce la scelta più idonea per un Ente pubblico, in quanto concepita per rispondere al meglio alle esigenze della comunicazione istituzionale: a differenza della pagina personale, per seguire la quale è necessaria una richiesta di amicizia, per iscriversi ad una pagina istituzionale non c’è bisogno di alcuna accettazione; a seconda del grado di interazione desiderato si può scegliere di autorizzare o meno gli iscritti alla pagina a scrivere e postare contenuti in bacheca e a pubblicare foto, video e link; ogni nuovo contenuto compare immediatamente tra le news degli iscritti; la pagina è visibile a tutti ed è indicizzata dai motori di ricerca, ma l’interazione rimane limitata a coloro che hanno già un profilo su Facebook e risultano iscritti alla stessa.
Per quanto riguarda la diffusione della pagina, è importante notare come il meccanismo virale di adesione si basi sul gradimento da parte degli utenti stessi e non sul meccanismo di richiesta di amicizia, riservata invece ai profili personali. Inizialmente gioca sicuramente un ruolo importante la promozione effettuata dall’Ente sui diversi canali di comunicazione, successivamente saranno gli stessi iscritti a ad inviare ad altri l’invito ad iscriversi oltre a condividere i contenuti ritenuti interessanti sulla propria bacheca (pubblicizzando così indirettamente la pagina).

Il profilo pubblico su Twitter
Nel caso di Twitter non si pone il problema della scelta tra diversi profili, in quanto la piattaforma mette a disposizione di persone, aziende o enti, lo stesso tipo di pagina.
L’unica scelta riguarda la possibilità di limitare o meno la visibilità dei propri messaggi alle persone accettate oppure di renderli visibili a chiunque. Mentre su Facebook la maggior parte dei profili personali è visibile solo ai propri contatti, su Twitter il 90% dei profili è pubblico (in linea con le finalità informative dello strumento): a maggior ragione il profilo di un Ente pubblico dovrà essere visibile a tutti, nell’ottica del servizio al cittadino.

Facebook e PA: utilizzi e livelli di interazione
Da un’analisi sull’effettivo utilizzo di Facebook da parte degli Enti Pubblici, si rileva come questo strumento venga spesso sfruttato come cassa di risonanza, quindi quale ulteriore canale di comunicazione di eventi e notizie di interesse pubblico. Per perseguire questa scelta strategica è opportuno impostare la bacheca della pagina istituzionale in modo che solo l’Ente possa inserire aggiornamenti: si eviteranno così post, foto, video, link inseriti direttamente dagli iscritti alla pagina, ma in nessuno modo si potrà evitare che gli stessi possano lasciare commenti ai post dell’Ente. L’interazione che si vuole instaurare in questo caso è minima, ma è comunque richiesto un costante monitoraggio da parte di chi gestisce la pagina, per dare pronta e corretta risposta ad eventuali istanze o per cancellare potenziali commenti non attinenti con l’oggetto della pagina.
Alcuni Enti pubblici utilizzano efficacemente Facebook anche come strumento di aggregazione, dando cioè vita a iniziative legate al territorio o a tematiche specifiche che stimolano l’interazione degli iscritti, ad esempio pubblicando foto storiche e chiedendo di fare altrettanto oppure coinvolgendo i cittadini nell’organizzazione di una festa, nella risoluzione di indovinelli o nella partecipazione a concorsi legati al luogo di appartenenza.
Per ora sono ancora pochi gli Enti che utilizzano Facebook come strumento di totale interazione, dando vita ad un rapporto diretto col cittadino, stimolando il dialogo e rispondendo in modo corretto ed immediato ad ogni istanza (ad esempio a richieste di informazioni o a segnalazioni di problemi). In questo caso si offre alla cittadinanza un vero e proprio servizio e si ottengono dalla stessa importanti proposte e feedback sull’attività amministrativa. Per far ciò occorre però che vi siano delle risorse adeguatamente formate e costantemente dedicate, nonché messe in grado di gestire velocemente il flusso di informazioni tra i vari uffici comunali, eventualmente chiamati in gioco, e il cittadino.

Twitter e PA: utilizzi e livelli di interazione
La brevità dei messaggi postati e la capacità di rendere reperibili novità in tempo reale fanno di Twitter uno strumento particolarmente adatto per la notifica di notizie dell’ultim’ora ai propri followers (coloro che, iscritti a Twitter, scelgono di seguire costantemente il profilo) e, più in generale, agli utenti della rete. Dall’analisi effettuata si rileva in effetti che gli Enti pubblici sfruttano spesso Twitter come cassa di risonanza delle notizie su territorio (es. eventi, spettacoli, notizie, menù delle scuole). Visti i limitati caratteri a disposizione e l’immediatezza nell’aggiornamento, Twitter costituisce un ottimo sistema di notifica in tempo reale che può essere aggregato su più piattaforme. Per questo ha un buon successo in quelle situazioni in cui l’istantaneità è più importante della lunghezza del messaggio, come ad esempio segnalazioni di viabilità, ritardi di mezzi pubblici, aggiornamenti elettorali, …
Twitter può essere utilizzato anche come strumento di aggregazione: si possono ad esempio organizzare concorsi o sfruttare la funzionalità che consente di creare delle liste pubbliche in cui racchiudere i profili di Twitter che trattano tematiche di interesse per la collettività (e chiedere magari ai cittadini di suggerire altri profili da inserire nelle liste stesse).
Alcuni Enti fanno un uso più interattivo dello strumento, replicando nel proprio ambito il modello utilizzato dal marchio DELL: sfruttando Twitter come piattaforma per risposte veloci alle domande degli utenti che possono essere di interesse comune. L’interazione può quindi essere incentivata chiedendo di formulare delle domande in privato a cui si fornirà risposta pubblica. Inoltre sono tante le possibili applicazioni che aumentano le funzionalità dello strumento e il livello di interazione, come ad esempio attraverso la creazione di eventi. In ogni caso l’essenzialità dei messaggi e l’impossibilità da parte degli utenti di scrivere direttamente sulle altrui bacheche semplifica la gestione e il monitoraggio di un profilo su Twitter.

Conclusioni
Se Twitter è adatto per fornire informazioni in maniera snella e veloce, Facebook è concepito per creare e mantenere vere e proprie relazioni tra utenti. Ciascuno con le proprie caratteristiche e finalità, entrambi gli strumenti possono essere a loro volta utilizzati con diversi gradi di interazione. Per una comunicazione di successo è necessario che la scelta dell’uno e/o dell’altro e delle diverse strategie di utilizzo, sia accompagnata da una buona pianificazione degli obiettivi e da un’adeguata organizzazione interna.

Facebook vs Twitter: tabella comparativa delle principali caratteristiche

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Fabio, “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”

Bacheca de Il Volo del mattino

Rispondo qui a Martha Burns aka Aliki che sul blog Ninja Marketing ha scritto un bellissimo articolo (da cui è tratta anche l’immagine sopra riportata): Fabio Volo molla Facebook. Siete contenti? E soprattutto perché?

A me i libri di Volo piacciono: raccontano la vita quotidiana, i pensieri, gli entusiasmi, i dubbi, le paure, le idiosincrasie che appartengono ad una generazione. Ha una grande capacità descrittiva e lo trovo a tratti geniale nella sua semplicità.

Non leggo solo Fabio Volo, ma anche Fabio Volo. Non amo le persone che reputano di essere superiori agli altri perché leggono solo un genere di libri o vedono solo un genere di film o non guardano la televisione… forse lo stesso target di quelle pubblicità di automobili, tutte uguali, che puntano sul sentirsi diversi dalla mischia? 

Altro argomento brillantemente affrontato nell’articolo è l’atteggiamento dei “veterani” di Twitter nei confronti dei nuovi arrivati. In effetti c’è stato un boom di iscrizioni grazie alla trasmissione di Fiorello che finalmente (e non malauguratamente) ha sdoganato in Italia il social network dai 140 caratteri. Grande Martha quando parla del fenomeno degli “autoproclamatisi esperti di social media, gente che si fa le interviste a vicenda su blog che leggono solo loro, che ritiene che essere arrivato su Twitter per primo equivalga ad aver compiuto il primo passo sulla luna, che fa classifiche basate su criteri random nelle quali si proclamano vincitori”. 

I social media sono degli strumenti meravigliosi per comunicare. In quanto social non sono concepiti (ed è questa la loro forza) per essere strumenti d’èlite… e gli esperti di social media non se ne erano accorti?

A Fabio Volo vorrei dire: al di là dell’istintiva reazione alle critiche, pensi davvero che abbandonare lo strumento che consente ai fan di comunicare direttamente con te, sentirti più vicino e fornirti preziosi feedback (positivi e negativi) sia la scelta giusta?