LisannaC
Sorpresa del mattino: nuovo layout per i gruppi Facebook
Da questa mattina i gruppi Facebook cambiano layout: nella parte alta della schermata troviamo in primo piano le foto profilo di alcuni iscritti al gruppo (e con un click sull’immagine accediamo al relativo profilo personale). Da quanto ho osservato, vengono caricate automaticamente le foto degli autori delle interazioni più recenti: viene così di volta in volta valorizzata la partecipazione di ciascun membro.
In alternativa si può personalizzare l’header inserendo un’immagine unica, ma trovo più carina ed efficace in termini di comunicazione l’impostazione di default, in quanto consente di dare maggiore importanza alle persone che contribuiscono al dialogo interno al gruppo.

Sorpresa del mattino: nuovo layout per i gruppi Facebook

Da questa mattina i gruppi Facebook cambiano layout: nella parte alta della schermata troviamo in primo piano le foto profilo di alcuni iscritti al gruppo (e con un click sull’immagine accediamo al relativo profilo personale). Da quanto ho osservato, vengono caricate automaticamente le foto degli autori delle interazioni più recenti: viene così di volta in volta valorizzata la partecipazione di ciascun membro.

In alternativa si può personalizzare l’header inserendo un’immagine unica, ma trovo più carina ed efficace in termini di comunicazione l’impostazione di default, in quanto consente di dare maggiore importanza alle persone che contribuiscono al dialogo interno al gruppo.

Si fa presto a dire 2.0!

Webinar ForumPA

Sul portale per la Qualità nella Pubblica Amministrazione sono pubblicate le slide del mio intervento al Webinar di FORUM PA del 15 dicembre 2011: “Il web 2.0 e le frontiere della relazione con il cittadino”. 

Social media e Pubbliche Amministrazioni - Provocazioni di Annalisa Collacciani 

La video provocazione pubblicata sul canale YouTube InnovazioneTV è entrata a far parte del quinto tavolo di lavoro URPdegliURP “Siti utili e ben fatti nell’era dell’amministrazione digitale”, nell’ambito dell’incontro “Sfruttare i social media: ma per cosa?” 

Social media evolution: le opportunità per le PA - ottobre 2011.

Il punto sulle evoluzioni dei social media, in particolare Facebook, e le opportunità per le amministrazioni pubbliche che vogliono usare questi strumenti per comunicare con i cittadini. 

L’intervista mi è stata fatta da Claudio Forghieri, direttore scientifico di E-gov, per il canale YouTube InnovazioneTV

Facebook e P.A., connubio possibile o moda passeggera?

Egov

Riporto integralmente il testo dell’intervista che mi è stata fatta per il n. 3 del 2011 della rivista E-gov dal direttore scientifico Claudio Forghieri. Qui il link al testo originale sul sito www.egov.maggioli.it.

Decine diamministrazioni pubbliche italiane stanno investendo su Facebook costruendo presenzevirtuali sul più noto social media del momento. Si tratta di una grande opportunità che però presenta anche rischi e costi imprevisti quando affrontata con improvvisazione e senza strategia. Ne parliamo con Annalisa Collacciani (annalisa.collacciani@sinetinformatica.it), esperta del settore ed autrice di numerosi articoli al riguardo, con l’intento di evidenziare le buone pratiche da prendere come esempio

Dottoressa Collacciani, Facebook è una piattaforma potente ed efficace, ma richiede un presidio costante poiché muta continuamente. Quali suggerimenti si sente di fornire ad una amministrazione che voglia avviare una propria presenza sul social media?
Sul web 2.0 non si può improvvisare. La gratuità e la facilità d’uso delle piattaforme crea l’illusione che sia possibile un approccio scevro da valutazioni di opportunità e da pianificazioni strategiche. In realtà, prima di avvicinarci ai vari strumenti del web 2.0, e a Facebook in particolare, occorre strutturare un vero e proprio piano di comunicazione che prenda in considerazione risorse umane, organizzazione interna, obiettivi, strategie, contenuti e livello di interazione desiderato. Facebook ha delle potenzialità straordinarie in termini di comunicazione di servizio al cittadino, di feedback per l’attività amministrativa e anche di ritorno di immagine per l’ente e il territorio, ma può rappresentare un boomerang se gestito male. Consiglio sicuramente un utilizzo dello strumento alle amministrazioni che abbiano valutato e possano gestirne le criticità, tra cui le necessità di monitoraggio costante della pagina, di fornire costantemente contenuti interessanti per i cittadini e di una corretta interazione con gli utenti. Altrimenti è il caso di aspettare, ma di prepararsi comunque ad affrontare il cambiamento che nei prossimi anni, a mio avviso, costringerà tutti gli enti a far sentire la propria voce istituzionale sui social network. Lo sviluppo della comunicazione online e l’utilizzo sempre più diffuso delle applicazioni per i telefonini porteranno infatti i cittadini ad avere un ruolo sempre più attivo e ad esprimere la propria opinione. E’ un po’ come è avvenuto nel campo del turismo, dove gli utenti esprimono online i propri pareri sui diversi alberghi o come avviene già con Foursquare, il social network di geolocalizzazione più diffuso al mondo, dove gli utenti possono comunicare in ogni momento dove si trovano o sono stati ed esprimere la loro opinione su luoghi e strutture commerciali, ricreative, ecc. Presto ciò avverrà anche per gli enti pubblici. Un primo passo in questo senso è stato compiuto da MiaP.A., l’iniziativa del Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione che prevede la possibilità da parte dei cittadini di esprimere la propria opinione in merito ai diversi enti attraverso Mobnotes, la piattaforma italiana di geolocalizzazione. Anche Facebook ha implementato in Italia proprio in questi giorni la funzione Deals di geolocalizzazione. L’ente dovrà quindi imparare a gestire il confronto col cittadino, utilizzando le critiche come gli elogi quali preziosi feedback del proprio operato, nell’ottica del servizio al cittadino.


Quali sono le amministrazioni che a suo modo di vedere sono “best practice” su FB in questo momento? Perché?
Senza voler essere esaustiva, citerei le esperienze di Castelnuovo Magra, Genova, Lodi, Modena, Rimini, Torino, Udine,  Venezia, … che hanno in comune: una pianificazione strutturata delle attività di comunicazione sul web 2.0; la padronanza dello strumento (tutte ad esempio utilizzano una pagina istituzionale e non un profilo personale); la capacità di comunicare nel modo corretto con i cittadini, dal punto di vista del linguaggio, dei contenuti e dell’interazione. Alcuni Comuni, come quello di Genova, scelgono di impostare la pagina in modo da consentire agli iscritti di postare direttamente sulla bacheca; altri, come Torino, limitano questa possibilità. Entrambe possono essere scelte valide: nel primo caso si tende ad avere una maggior interazione con il Cittadino, il che comporta anche un maggior impegno in termini di moderazione dei contenuti.


La gratuità della piattaforma crea un fenomeno nuovo. Per la prima volta anche le amministrazioni piccole possono disporre dei medesimi strumenti di quelle con grandi budget a disposizione. E’ vero fino in fondo?
Con il web 2.0 è possibile raggiungere il cittadino in maniera più facile, economica ed immediata rispetto ai media tradizionali, ma non si può realmente parlare di “costo 0”. Occorre infatti un investimento in termini di personale e di organizzazione interna. Chi cura l’immagine istituzionale dell’ente sul web 2.0 deve conoscerne i diversi strumenti e i differenti approcci comunicativi. Deve inoltre saper gestire eventuali situazioni di criticità quali, ad esempio, comunicazioni d’emergenza e conflitti con l’utente. Occorre inoltre una buona organizzazione interna finalizzata alla circolazione delle informazioni. Su Facebook il tempo di risposta alle richieste degli utenti non dovrebbe essere superiore alle 24 ore: chi gestisce il profilo istituzionale deve essere messo in grado di reperire le informazioni richieste dai cittadini nel più breve tempo possibile. Ciò è realizzabile se la presenza sul social network è stata voluta dall’amministrazione dell’ente e condivisa con i diversi uffici che, a loro volta, devono rendersi disponibili alla circolazione delle informazioni. Può essere molto utile in tal senso la strutturazione di un’intranet. In linea di massima le amministrazioni più grandi hanno maggiori risorse in termini di personale e organizzazione interna, ma non mancano casi d’eccellenza all’interno di enti di piccole dimensioni. 


La “potenza di fuoco” di FB risulta particolarmente utile quando occorre diffondere in modo virale e rapido una notizia, anche relativamente alle emergenze, per esempio. Ci sono casi interessanti che possono essere raccontati?
Sicuramente i social network costituiscono lo strumento ideale per fornire informazioni in tempo reale, si pensi alle comunicazioni riguardanti emergenze sanitarie, metereologi che, chiusure straordinare di scuole, ma anche più semplicemente la chiusura di una strada per lavori, problemi alla viabilità, l’evolversi di un evento, le ricerche di personale…


L’integrazione di FB con altre risorse del web 2.0 – Twitter, Flickr, Youtube, etc. - e con i siti web pubblici è uno dei temi più dibattuti, perché la duplicazione delle notizie e dei contenuti rappresenta un inutile spreco di tempo e risorse. Quali strategie si sente di consigliare e quali sono eventualmente i casi di “ottima integrazione” da prendere come esempio?
Sconsiglierei, a meno che non sia necessario per le limitate risorse di personale o opportuno per la tipologia del contenuto, l’utilizzo indiscriminato di strumenti che consentono la contestuale pubblicazione di un identico contenuto sui differenti social network. La comunicazione va modulata in base alle caratteristiche di ciascuno strumento. Facebook consente, ad esempio, l’inserimento di contenuti ampi, oltre alla pubblicazione diretta sulla piattaforma di foto, video, link con annessa anteprima.  Twitter è invece caratterizzato da una comunicazione sintetica: 140 caratteri per inserire informazione ed eventuale link.  Un utente può poi arrivare a vedere foto e video direttamente attraverso Flickr e Youtube, oppure arrivare ad essi attraverso un link presente sul sito, su Facebook o Twitter… Non si tratta di una superflua duplicazione dei contenuti perché con ciascuno strumento l’Ente può raggiungere il cittadino attraverso il mezzo che a quest’ultimo è più congeniale. L’informazione inserita sul sito deve quindi essere trasmessa anche attraverso gli altri strumenti del web 2.0, a partire dai Feed Rss (che, attraverso appositi readers, consentono all’utente di essere aggiornato in merito alle novità pubblicate sul sito) fino ai social network.




L’ITALIA SUI SOCIAL NETWORK: STRATEGIE E PREVISIONI

Genova
Il progetto Facebook del Comune di Genova http://www.facebook.com/Comune.di.Genova (oltre 8.400 iscritti) si inserisce all’interno di una strategia di presenza massiccia sul web 2.0 e in costante evoluzione, finalizzata a valorizzare l’offerta culturale della città e all’apertura di un canale di interazione e contatto diretti tra il Comune e i cittadini. Su Facebook, la pagina principale del Comune funziona come aggregatore delle notizie pubblicate sulle diverse pagine tematiche, tutte costantemente aggiornate e moderate. Ogni pagina tematica fa capo a un ufficio o a un settore specifico e, spesso, al relativo sito web tematico. Si tratta di un progetto articolato e impegnativo, realizzabile solo quando c’è una forte volontà a livello istituzionale e una vera e propria organizzazione redazionale.


Modena

La pagina Facebook del Comune di Modena http://www.facebook.com/cittadimodena (oltre 7.850 iscritti) prevede una pianificazione su base settimanale dei contenuti, diretta: a promuovere i servizi telematici comunali; a diffondere informazioni utili tratte dall’home page della rete civica o in merito cosa c’è  da fare nel weekend; a “giocare” con gli iscritti tramite quiz su luoghi e personaggi cittadini. A questa pianificazione giornaliera si aggiungono pubblicazioni di foto, video, informazioni urgenti, eventi.


Torino
Il Comune di Torino http://www.facebook.com/cittaditorino (oltre 10.400 iscritti) pubblica su Facebook in tempo reale informazioni di pubblico interesse, oltre a riproporre le informazioni già presenti sul sito nel momento in cui i cittadini possono essere più interessati a riceverle. Ad esempio, il menù scolastico è già pubblicato a livello annuale sul sito e viene comunicato quotidianamente sul social network. Inoltre offre un servizio di monitoraggio del traffico in collaborazione con la Polizia Municipale: in coincidenza con le abbondanti nevicate dello scorso inverno, sono stati gli stessi cittadini a pubblicare su FB le foto delle diverse località innevate, oltre a segnalare strade e linee ferroviare interrotte ed altre problematiche verificatesi. La stessa collaborazione tra amministrazione e cittadini si è verificata in occasione di manifestazioni studentesche non programmate.


Rimini
Il Comune di Rimini http://www.facebook.com/comunedirimini (oltre 1.255 iscritti) risponde alle segnalazioni di problemi da parte dei cittadini sulla bacheca di Facebook indicando l’Ufficio a cui sono state inoltrate e anche l’eventuale numero di protocollo assegnato.


Progetto Castelnuovoinform@ - Comune di Castelnuovo Magra
Il Comune (8.000 abitanti di cui ben 1.200 iscritti alla pagina Facebook) ha scelto di utilizzare Facebook nell’ambito di un progetto di comunicazione articolato, che prevede l’utilizzo dei social network per la loro gratuità e facilità d’uso, insieme a email ed sms per mantenere un filo diretto col maggior numero possibile di cittadini. La pagina su Facebook, costantemente aggiornata e moderata, si apre su un’applicazione che presenta il progetto di comunicazione Castelnuovoinform@.
Sito istituzionale http://comune.castelnuovomagra.sp.it
Sito tematico http://informa.castelnuovomagra.com/
Facebook http://www.facebook.com/castelnuovomagra
Twitter http://twitter.com/castelnuovom
Email ed Sms per notizie di pubblica utilità


Facebook per gli Informagiovani
Il target è per la quasi totalità su Facebook ed è possibile comunicare in tempo reale le opportunità di studio e lavoro, gli eventi culturali, i concorsi. Spesso la bacheca viene lasciata aperta agli iscritti che possono così postare le loro comunicazioni o richiedere informazioni.
Alcuni esempi:
Informagiovani del Comune di Pesaro http://www.facebook.com/pages/Informagiovani-Comune-di-Pesaro/118391638189661
(oltre 1380 iscritti)
Informagiovani del Comune di Silvi http://www.facebook.com/pages/Informagiovani-Comune-di-Silvi/215618851672
(oltre 170 iscritti)

Facebook e Twitter per le PA: social network a confronto

Comunicazione Pubblica n. 119/120

Riporto integralmente il testo del mio articolo pubblicato sul numero 119/120 di Comunicazione Pubblica (la rivista dell’Associazione Italiana di Comunicazione Pubblica e Istituzionale).

Nell’era del Web 2.0 anche le PA locali si cimentano nell’utilizzo dei social network, in particolare Facebook e Twitter, per costruire insieme al cittadino nuove forme di dialogo. Tramite questi strumenti, infatti, i principi di trasparenza, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa ricevono nuova linfa grazie alla possibilità di una comunicazione diretta, immediata ed interattiva con la cittadinanza.

Ciò non significa che le Amministrazioni locali debbano necessariamente essere presenti sui social network. La scelta deve essere ponderata e preceduta da un’analisi che prenda in considerazione obiettivi (cosa comunicare e a quale target), strategie (come comunicare e con quale grado di interazione), strumenti (Facebook, Twitter, Flickr, YouTube, …), risorse (è vero che gli strumenti sono gratuiti, ma occorre personale preparato da dedicare in modo continuativo al social networking).

Sono troppe le Amministrazioni che si buttano nell’impresa senza predisporre un buon piano di comunicazione, tanto che sono numerosi nella rete i profili pubblici creati e poi gestiti male o del tutto abbandonati. Esistono anche esempi eccellenti, da cui emerge una piena consapevolezza degli strumenti e una chiara definizione degli obiettivi, ma in molti casi l’approccio è del tutto empirico: si decide di essere presenti su un social network per sentirsi al passo con i tempi o per non essere da meno rispetto ad altre PA, senza avere una strategia precisa e degli obiettivi chiari. In alcuni casi, invece, pur essendoci un buon progetto iniziale, mancano poi le risorse necessarie per portarlo avanti.

In un web che non dimentica, le PA – così come le persone – non devono trascurare il fatto che la loro immagine resterà indissolubilmente legata al modo in cui sono presenti sul web 2.0. Se è bene esserci, per le enormi potenzialità positive del mezzo, è però opportuno muoversi con le dovute accortezze.

Occorre innanzitutto una buona conoscenza degli strumenti: Facebook e Twitter sono tra i social network più utilizzati a livello internazionale e, sebbene siano spesso associati, hanno caratteristiche profondamente diverse, con punti di forza e peculiarità che portano a valorizzare alcuni aspetti comunicativi rispetto ad altri. Le differenze ci sono anche in termini di approccio “manutentivo”, risorse necessarie e filosofia di interazione. Bisogna quindi avere le idee chiare prima di fare delle scelte di campo che potrebbero sortire effetti profondamente diversi da quelli attesi.

Per le PA che intendano ad esempio fornire informazioni frequenti, istantanee e velocemente consultabili, Twitter si rivela lo strumento più adatto grazie alla brevità dei contenuti, alla loro diffusione in tempo reale, alla possibilità di aggiornamento anche tramite sms e alla funzionalità che permette di integrare il sito internet dell’Ente con un apposito box dove compaiono in tempo reale le ultime news inserite. Gli utenti possono inoltre seguire il flusso di informazioni accedendo ai contenuti del profilo pur non essendo iscritti a Twitter e anche utilizzando un abbonamento ai feed RSS.

Per coloro che mirano invece a costruire un rapporto approfondito con i propri interlocutori, basato su dialogo, partecipazione e confronto, sfruttando appieno le potenzialità del web 2.0, Facebook è lo strumento ideale in quanto consente la massima interazione, con scambio di informazioni, commenti, foto, video…

Oltre che in termini di strategia di comunicazione, occorre ragionare anche in termini di organizzazione interna e risorse disponibili. Sia Facebook che Twitter richiedono un lavoro costante di aggiornamento e monitoraggio, tuttavia l’impegno richiesto aumenta di pari passo con le possibilità di interazione dei due strumenti. Conseguentemente la gestione di un profilo su Twitter risulta sicuramente meno impegnativa della gestione di una pagina su Facebook, ma richiede in ogni caso un approccio strutturato nell’ottica del servizio (continuativo) al cittadino.

Vediamo ora le principali caratteristiche dei due strumenti a confronto.

Cos’è Facebook
Facebook costituisce un’interfaccia unica che racchiude in sé le funzioni di posta elettronica, chat, condivisione di contenuti, foto, video, … a cui aggiunge la possibilità di contattare facilmente amici vecchi e nuovi, personaggi e istituzioni presenti sul social network.
Creato nel febbraio 2004 da Mark Zuckerberg (all’epoca studente diciannovenne presso l’università di Harvard) allo scopo di conoscere i propri compagni di corso e/o dialogare con loro, Facebook si è esteso velocemente a diverse università americane, poi alle scuole superiori e alle grandi aziende, fino a divenire accessibile a tutti a partire dall’11 settembre 2006.

Cos’è Twitter
Creata nel 2006 dalla Obvious Corporation di San Francisco, Twitter è una piattaforma online di information network, posta elettronica e microblogging, strutturata per informare e mantenersi informati in tempo reale sui più disparati argomenti. Fornisce agli utenti una pagina web personale aggiornabile tramite messaggi di testo, con una lunghezza massima di 140 caratteri, denominati Tweets (cinguettii). Il motore di ricerca interno e l’essenzialità dei messaggi (in pochi caratteri si devono infatti riportare un’efficace descrizione e un eventuale link a pagine internet con contenuti più ampi) rendono Twitter un ottimo indicizzatore di contenuti. Al momento in cui si scrive, la piattaforma sta subendo il suo primo importante restyling che comporterà un nuovo design e una maggiore facilità di consultazione dei contenuti, oltre alla possibilità di visualizzare direttamente su Twitter video e foto (grazie ad accordi stipulati con diversi partner tra cui YouTube e Flickr).

Dffusione di Facebook
Facebook è attualmente la più diffusa piattaforma online di social networking, avendo superato i 500 milioni di utenti. In Italia, nel luglio 2010, sono stati raggiunti quasi 17 milioni di utenti, con una penetrazione rispetto all’intera popolazione del 29%, mentre è del 56,15% la penetrazione della popolazione online, con valori in costante crescita. La maggior diffusione si ha nella fascia compresa tra i 17 e i 44 anni.

Diffusione di Twitter
Twitter ha una penetrazione ancora limitata in Italia, dovuta anche al fatto che solo dall’inizio del 2010 si è avuta la traduzione in italiano. Se nell’agosto 2010 gli utenti globali sono giunti a 145 milioni, con una crescita di 370 mila al giorno, in Italia ci si aggira attorno a 8 milioni di utenti in costante incremento. Ogni giorno sono 90 milioni i Tweet pubblicati nel mondo.

La pagina istituzionale su Facebook
Su Facebook è possibile interagire attraverso un profilo personale, un gruppo o una pagina/profilo istituzionale. Quest’ultima costituisce la scelta più idonea per un Ente pubblico, in quanto concepita per rispondere al meglio alle esigenze della comunicazione istituzionale: a differenza della pagina personale, per seguire la quale è necessaria una richiesta di amicizia, per iscriversi ad una pagina istituzionale non c’è bisogno di alcuna accettazione; a seconda del grado di interazione desiderato si può scegliere di autorizzare o meno gli iscritti alla pagina a scrivere e postare contenuti in bacheca e a pubblicare foto, video e link; ogni nuovo contenuto compare immediatamente tra le news degli iscritti; la pagina è visibile a tutti ed è indicizzata dai motori di ricerca, ma l’interazione rimane limitata a coloro che hanno già un profilo su Facebook e risultano iscritti alla stessa.
Per quanto riguarda la diffusione della pagina, è importante notare come il meccanismo virale di adesione si basi sul gradimento da parte degli utenti stessi e non sul meccanismo di richiesta di amicizia, riservata invece ai profili personali. Inizialmente gioca sicuramente un ruolo importante la promozione effettuata dall’Ente sui diversi canali di comunicazione, successivamente saranno gli stessi iscritti a ad inviare ad altri l’invito ad iscriversi oltre a condividere i contenuti ritenuti interessanti sulla propria bacheca (pubblicizzando così indirettamente la pagina).

Il profilo pubblico su Twitter
Nel caso di Twitter non si pone il problema della scelta tra diversi profili, in quanto la piattaforma mette a disposizione di persone, aziende o enti, lo stesso tipo di pagina.
L’unica scelta riguarda la possibilità di limitare o meno la visibilità dei propri messaggi alle persone accettate oppure di renderli visibili a chiunque. Mentre su Facebook la maggior parte dei profili personali è visibile solo ai propri contatti, su Twitter il 90% dei profili è pubblico (in linea con le finalità informative dello strumento): a maggior ragione il profilo di un Ente pubblico dovrà essere visibile a tutti, nell’ottica del servizio al cittadino.

Facebook e PA: utilizzi e livelli di interazione
Da un’analisi sull’effettivo utilizzo di Facebook da parte degli Enti Pubblici, si rileva come questo strumento venga spesso sfruttato come cassa di risonanza, quindi quale ulteriore canale di comunicazione di eventi e notizie di interesse pubblico. Per perseguire questa scelta strategica è opportuno impostare la bacheca della pagina istituzionale in modo che solo l’Ente possa inserire aggiornamenti: si eviteranno così post, foto, video, link inseriti direttamente dagli iscritti alla pagina, ma in nessuno modo si potrà evitare che gli stessi possano lasciare commenti ai post dell’Ente. L’interazione che si vuole instaurare in questo caso è minima, ma è comunque richiesto un costante monitoraggio da parte di chi gestisce la pagina, per dare pronta e corretta risposta ad eventuali istanze o per cancellare potenziali commenti non attinenti con l’oggetto della pagina.
Alcuni Enti pubblici utilizzano efficacemente Facebook anche come strumento di aggregazione, dando cioè vita a iniziative legate al territorio o a tematiche specifiche che stimolano l’interazione degli iscritti, ad esempio pubblicando foto storiche e chiedendo di fare altrettanto oppure coinvolgendo i cittadini nell’organizzazione di una festa, nella risoluzione di indovinelli o nella partecipazione a concorsi legati al luogo di appartenenza.
Per ora sono ancora pochi gli Enti che utilizzano Facebook come strumento di totale interazione, dando vita ad un rapporto diretto col cittadino, stimolando il dialogo e rispondendo in modo corretto ed immediato ad ogni istanza (ad esempio a richieste di informazioni o a segnalazioni di problemi). In questo caso si offre alla cittadinanza un vero e proprio servizio e si ottengono dalla stessa importanti proposte e feedback sull’attività amministrativa. Per far ciò occorre però che vi siano delle risorse adeguatamente formate e costantemente dedicate, nonché messe in grado di gestire velocemente il flusso di informazioni tra i vari uffici comunali, eventualmente chiamati in gioco, e il cittadino.

Twitter e PA: utilizzi e livelli di interazione
La brevità dei messaggi postati e la capacità di rendere reperibili novità in tempo reale fanno di Twitter uno strumento particolarmente adatto per la notifica di notizie dell’ultim’ora ai propri followers (coloro che, iscritti a Twitter, scelgono di seguire costantemente il profilo) e, più in generale, agli utenti della rete. Dall’analisi effettuata si rileva in effetti che gli Enti pubblici sfruttano spesso Twitter come cassa di risonanza delle notizie su territorio (es. eventi, spettacoli, notizie, menù delle scuole). Visti i limitati caratteri a disposizione e l’immediatezza nell’aggiornamento, Twitter costituisce un ottimo sistema di notifica in tempo reale che può essere aggregato su più piattaforme. Per questo ha un buon successo in quelle situazioni in cui l’istantaneità è più importante della lunghezza del messaggio, come ad esempio segnalazioni di viabilità, ritardi di mezzi pubblici, aggiornamenti elettorali, …
Twitter può essere utilizzato anche come strumento di aggregazione: si possono ad esempio organizzare concorsi o sfruttare la funzionalità che consente di creare delle liste pubbliche in cui racchiudere i profili di Twitter che trattano tematiche di interesse per la collettività (e chiedere magari ai cittadini di suggerire altri profili da inserire nelle liste stesse).
Alcuni Enti fanno un uso più interattivo dello strumento, replicando nel proprio ambito il modello utilizzato dal marchio DELL: sfruttando Twitter come piattaforma per risposte veloci alle domande degli utenti che possono essere di interesse comune. L’interazione può quindi essere incentivata chiedendo di formulare delle domande in privato a cui si fornirà risposta pubblica. Inoltre sono tante le possibili applicazioni che aumentano le funzionalità dello strumento e il livello di interazione, come ad esempio attraverso la creazione di eventi. In ogni caso l’essenzialità dei messaggi e l’impossibilità da parte degli utenti di scrivere direttamente sulle altrui bacheche semplifica la gestione e il monitoraggio di un profilo su Twitter.

Conclusioni
Se Twitter è adatto per fornire informazioni in maniera snella e veloce, Facebook è concepito per creare e mantenere vere e proprie relazioni tra utenti. Ciascuno con le proprie caratteristiche e finalità, entrambi gli strumenti possono essere a loro volta utilizzati con diversi gradi di interazione. Per una comunicazione di successo è necessario che la scelta dell’uno e/o dell’altro e delle diverse strategie di utilizzo, sia accompagnata da una buona pianificazione degli obiettivi e da un’adeguata organizzazione interna.

Facebook vs Twitter: tabella comparativa delle principali caratteristiche

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Fabio, “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”

Bacheca de Il Volo del mattino

Rispondo qui a Martha Burns aka Aliki che sul blog Ninja Marketing ha scritto un bellissimo articolo (da cui è tratta anche l’immagine sopra riportata): Fabio Volo molla Facebook. Siete contenti? E soprattutto perché?

A me i libri di Volo piacciono: raccontano la vita quotidiana, i pensieri, gli entusiasmi, i dubbi, le paure, le idiosincrasie che appartengono ad una generazione. Ha una grande capacità descrittiva e lo trovo a tratti geniale nella sua semplicità.

Non leggo solo Fabio Volo, ma anche Fabio Volo. Non amo le persone che reputano di essere superiori agli altri perché leggono solo un genere di libri o vedono solo un genere di film o non guardano la televisione… forse lo stesso target di quelle pubblicità di automobili, tutte uguali, che puntano sul sentirsi diversi dalla mischia? 

Altro argomento brillantemente affrontato nell’articolo è l’atteggiamento dei “veterani” di Twitter nei confronti dei nuovi arrivati. In effetti c’è stato un boom di iscrizioni grazie alla trasmissione di Fiorello che finalmente (e non malauguratamente) ha sdoganato in Italia il social network dai 140 caratteri. Grande Martha quando parla del fenomeno degli “autoproclamatisi esperti di social media, gente che si fa le interviste a vicenda su blog che leggono solo loro, che ritiene che essere arrivato su Twitter per primo equivalga ad aver compiuto il primo passo sulla luna, che fa classifiche basate su criteri random nelle quali si proclamano vincitori”. 

I social media sono degli strumenti meravigliosi per comunicare. In quanto social non sono concepiti (ed è questa la loro forza) per essere strumenti d’èlite… e gli esperti di social media non se ne erano accorti?

A Fabio Volo vorrei dire: al di là dell’istintiva reazione alle critiche, pensi davvero che abbandonare lo strumento che consente ai fan di comunicare direttamente con te, sentirti più vicino e fornirti preziosi feedback (positivi e negativi) sia la scelta giusta?

Facebook, a piccoli passi verso la Timeline 
La Timeline sarà il nuovo layout dei profili su Facebook: una vera e propria rappresentazione della propria vita sul social network, con tanto di foto, link, post e conversazioni facilmente accessibili per data. Diventerà la nostra memoria sociale, a volte utile, anche divertente, altre imbarazzante… perché cambia la vita e cambiano le idee e con esse la rappresentazione che vogliamo dare di noi stessi.
Il nuovo layout doveva arrivare in Italia il 29 settembre, ma problemi legali ne hanno ritardato l’implementazione: la Timelines.com, startup di Chicago, offre infatti un servizio simile. Un piccolo “inconveniente”, risolvibile probabilmente con un accordo economico soddisfacente per entrambe le parti. Ma qualcos’altro impedisce forse l’ingresso in Italia della novità… gli utenti potrebbero non essere pronti. E con Google+ alle calcagna (almeno nelle intenzioni), meglio evitare passi falsi.
Ecco dunque che Facebook ci conduce pian piano verso quello che sarà un vero e proprio stravolgimento del nostro modo di vivere la piattaforma.
Per primo è comparso il ticker, una barra sulla destra dello schermo che ci svela in tempo reale gli aggiornamenti e le interazione di profili e pagine che seguiamo. Nascondere le nostre interazioni al voyeuristico meccanismo pare non sia per ora possibile, a meno che non siano i nostri amici a scegliere di non volersi fare i fatti nostri… ma in questo caso ci rimarremmo male per il mancato interesse nei nostri confronti ;-)
E’ stata poi la volta della visualizzazione dei post nelle due modalità alternative: “notizie in evidenza per prime” (in base a criteri individuati da Fb) o “notizie recenti per prime”.
Ed ecco comparire nei “dettagli di amicizia” la possibilità di vedere non solo quando noi abbiamo stretto amicizia con qualcuno, ma anche quando un nostro amico ha stretto amicizia con un altro amico. Tra i risultati non solo la data dell’amicizia su Fb, ma anche i post, gli eventi, gli amici, le pagine in comune e alcuni aggiornamenti di stato precedenti dei nostri amici: tutto con il relativo riferimento temporale… A piccoli passi verso la Timeline!

Facebook, a piccoli passi verso la Timeline 

La Timeline sarà il nuovo layout dei profili su Facebook: una vera e propria rappresentazione della propria vita sul social network, con tanto di foto, link, post e conversazioni facilmente accessibili per data. Diventerà la nostra memoria sociale, a volte utile, anche divertente, altre imbarazzante… perché cambia la vita e cambiano le idee e con esse la rappresentazione che vogliamo dare di noi stessi.

Il nuovo layout doveva arrivare in Italia il 29 settembre, ma problemi legali ne hanno ritardato l’implementazione: la Timelines.com, startup di Chicago, offre infatti un servizio simile. Un piccolo “inconveniente”, risolvibile probabilmente con un accordo economico soddisfacente per entrambe le parti. Ma qualcos’altro impedisce forse l’ingresso in Italia della novità… gli utenti potrebbero non essere pronti. E con Google+ alle calcagna (almeno nelle intenzioni), meglio evitare passi falsi.

Ecco dunque che Facebook ci conduce pian piano verso quello che sarà un vero e proprio stravolgimento del nostro modo di vivere la piattaforma.

Per primo è comparso il ticker, una barra sulla destra dello schermo che ci svela in tempo reale gli aggiornamenti e le interazione di profili e pagine che seguiamo. Nascondere le nostre interazioni al voyeuristico meccanismo pare non sia per ora possibile, a meno che non siano i nostri amici a scegliere di non volersi fare i fatti nostri… ma in questo caso ci rimarremmo male per il mancato interesse nei nostri confronti ;-)

E’ stata poi la volta della visualizzazione dei post nelle due modalità alternative: “notizie in evidenza per prime” (in base a criteri individuati da Fb) o “notizie recenti per prime”.

Ed ecco comparire nei “dettagli di amicizia” la possibilità di vedere non solo quando noi abbiamo stretto amicizia con qualcuno, ma anche quando un nostro amico ha stretto amicizia con un altro amico. Tra i risultati non solo la data dell’amicizia su Fb, ma anche i post, gli eventi, gli amici, le pagine in comune e alcuni aggiornamenti di stato precedenti dei nostri amici: tutto con il relativo riferimento temporale… A piccoli passi verso la Timeline!


Facebook e PA: un connubio possibile?

Riporto il testo integrale, con alcuni aggiornamenti, del mio articolo pubblicato su: www.pubblicaamministrazione.net

Nel giro di pochi anni si è assistito ad una rivoluzione nel mondo della comunicazione: si è passati dai contenuti unidirezionali della carta stampata e della televisione a quelli on demand della prima generazione del web fino alla totale interazione dell’attuale stadio evolutivo di internet.

Anche gli Enti Pubblici iniziano a confrontarsi con il web 2.0, ma da un’analisi effettuata sulla presenza dei Comuni sui social network emerge in taluni casi una mancata conoscenza dello strumento e un conseguente cattivo o parziale utilizzo dello stesso che, quando non va a discapito dell’immagine istituzionale, è perlomeno del tutto inutile. Non esistono regole auree da seguire, tanto più in quanto gli stessi social network sono in continua evoluzione, ma dall’osservazione empirica del comportamento degli Enti presenti su Facebook è possibile trarre alcune considerazioni.

1) La presenza sul social network non può essere improvvisata

È necessario che la decisione di prendere parte a un social network sia inserita nell’ambito di un piano di comunicazione ben strutturato. In questo senso, un buon esempio è quello del Comune di Castelnuovo Magra che su Facebook ha deciso di esserci nell’ambito di un piano di comunicazione articolato, che prevede l’utilizzo dei social network quali Facebook e Twitter per orientare il cittadino nelle diverse iniziative del Comune e nelle informazioni di pubblica utilità. L’Ente ha deciso di utilizzare i social network per la loro gratuità e facilità d’uso, insieme a email ed sms per mantenere un filo diretto col maggior numero possibile di cittadini.

È attraverso l’utilizzo congiunto e coordinato di mezzi di comunicazione tradizionali e innovativi che si ottengono i risultati migliori. Occorre quindi che la pagina di Facebook sia ben strutturata e aggiornata e che la cittadinanza venga adeguatamente coinvolta nel progetto attraverso una promozione on e offline.

2) Bisogna determinare a priori contenuti e risorse

Non si deve dimenticare che il social network è destinato alla creazione di relazioni di lungo termine, capaci di promuovere l’attività istituzionale e di fornire feedback alla stessa. Occorre perciò un’analisi preventiva dei contenuti e delle motivazioni che spingono ad essere presenti, nell’ottica di un servizio utile per il cittadino.

È frequente il caso di Comuni che creano la propria pagina semplicemente perché trasportati dall’entusiasmo di essere presenti su Facebook, per poi abbandonarla poco dopo. Spesso non viene neanche inserita l’immagine del profilo (che compare quindi con il punto interrogativo) e non viene pubblicata alcuna informazione o notizia in bacheca. Si può trovare anche il caso del Comune che, pur avendo molti fan (probabilmente frutto di una buona promozione), presenta in bacheca solo 2 aggiornamenti: nel primo si dice che “è uscito un po’ di sole”, nel secondo che “fa freddo ed è arrivato l’inverno”…

Altre volte si inizia facendo un buon lavoro (spesso in periodo pre-elettorale), si raccolgono numerosi fan e all’improvviso si abbandona la pagina, sulla quale i cittadini continuano a scrivere, senza più alcun intervento istituzionale. Probabilmente l’Ente a questo punto non tiene neanche più monitorata la pagina, che rimane così in balia di qualsivoglia intervento, dalla critica e delusione dei fan a eventuali messaggi di spam. In questo modo, oltre ad esporsi ai rischi citati, si perde l’occasione di portare avanti una relazione di fiducia e partecipazione che si era già impostata.

La presenza di un Ente Pubblico su un social network richiede quindi un lavoro attento e costante da parte di risorse dedicate, che possono essere identificate all’interno dell’Ente o acquisite in out-sourcing.

3) È necessaria una conoscenza accurata degli strumenti offerti dal social network

Su Facebook è possibile interagire attraverso un profilo personale, un gruppo o una pagina/profilo pubblico.

Il profilo personale è indicato per le persone fisiche e consente di accettare o rifiutare le richieste di amicizia provenienti da altri profili presenti sul social network. Gli aggiornamenti inseriti dall’utente nella propria pagina appaiono tra le news degli amici, salvo diverse impostazioni di privacy scelte dall’utente stesso.

Il gruppo è lo strumento dedicato a chi intende condividere degli interessi comuni. Si può divenirne membri con modalità differenti a seconda che l’amministratore scelga di creare un gruppo chiuso (al quale possono iscriversi solo persone invitate) o aperto (in questo caso chiunque può iscriversi). 

La fan page è lo strumento più adeguato per le aziende e i profili pubblici, quindi quello idoneo per un profilo istituzionale. Come la pagina personale e i “nuovi” gruppi, e a differenza dei “vecchi” gruppi, consente che gli aggiornamenti compaiano immediatamente tra le news degli iscritti. Inoltre, a differenza della pagina personale per la quale è necessaria una richiesta di amicizia, per divenire fan di una pagina pubblica è sufficiente l’iscrizione alla stessa, senza il bisogno di alcuna accettazione.

È quindi inappropriata la scelta dell’Ente che crea il proprio profilo come se fosse una persona, impostando inoltre un livello di privacy tale da consentire la visualizzazione di informazioni e aggiornamenti solo agli amici. 

4) Inserire contenuti mirati al target

Emerge un generale desiderio di informazione e di partecipazione alla vita pubblica che si credeva in parte sopito; in realtà, se una volta il prender parte ad una comunità comportava una presenza fisica, oggi è vi è un diverso modo di interazione, caratterizzato dall’istantaneità e dall’aggiornamento continuo. Nell’ottica del desiderio di appartenenza alla comunità territoriale, è interessante notare come tra i fan si possano profilare delle categorie definite:

- i residenti;

- i residenti in zone limitrofe;

- coloro che non vivono più sul posto ma mantengono un legame con il territorio;

- i turisti che ricercano informazioni per pianificare le proprie vacanze o che desiderano rimanere in contatto costante con la località dove hanno passato un piacevole soggiorno;

- gli altri enti pubblici;

- i media.

Facebook è quindi il luogo ideale per fornire informazioni su tutte le iniziative che coinvolgono la vita comune, il turismo, i rapporti con le istituzioni: dalla sagra ai mercatini, dai concerti alle rappresentazioni teatrali, dalle manifestazioni alle attività istituzionali, dai bandi alle scadenze normative. Il social network è soprattutto strumento per veicolare le attività culturali e di svago e per promuovere e confrontarsi su iniziative che diano soddisfazione al bisogno di appartenenza alla comunità e facilitino il rapporto con le istituzioni. Tante le iniziative possibili, dai concorsi fotografici, letterari e così via, all’organizzazione del Carnevale, ai movimenti di solidarietà. Tante le notizie di interesse pubblico, dalla rassegna stampa comunale agli incentivi pubblici, dai lavori in corso alle campagne di vaccinazione. Senza dimenticare l’importante ruolo svolto nella gestione delle emergenze, dai problemi alla viabilità alle calamità naturali.

Il social network rappresenta una grande opportunità per coinvolgere nella vita pubblica anche i giovani, presenti in gran numero su Facebook. Questa fascia di età, inoltre, può far da tramite con i padri e con i nonni, per le attività che li riguardano. Una buona iniziativa è quella del Comune di Fiorano Canavese che promuove proprio su Facebook gli incontri con i giovani tra i 15 e i 29 anni.

5) Anche in Facebook c’è una netiquette, cioè un insieme di regole di buona educazione

È questo uno dei punti più delicati, che frequentemente viene trascurato dai frequentatori dei social network, ma che una Pubblica Amministrazione, proprio per il suo ruolo istituzionale, non può sottovalutare. Con Facebook la PA si fa più vicina al cittadino e si riscontra anche nel linguaggio che in alcuni casi può essere complice e frizzante, soprattutto quando si rivolge al target più giovane. Tuttavia non si deve mai dimenticare il ruolo istituzionale e bisogna quindi evitare di scadere nel colloquiale, nel banale e nel superfluo.

Una scelta oculata dei contenuti è importantissima per non affollare le news dei fan con un numero eccessivo e sovrabbondante di comunicazioni che finirebbero per essere ignorate e potrebbero anche spingere il cittadino, infastidito, a cancellare la propria iscrizione alla pagina.

Il social network non è uno strumento di comunicazione unidirezionale, ma comporta un’interazione che per le Pubbliche Amministrazioni rappresenta un’opportunità di dialogo e confronto con il cittadino. È quindi necessaria la costante presenza istituzionale che moderi i messaggi lasciati in bacheca e non consenta, tra l’altro, l’inserimento di messaggi pubblicitari non autorizzati. Un esempio positivo, sia per la scelta dei contenuti sia per l’interazione tra pubblico e privato, è la pagina del Comune di Lodi, dove viene sempre data risposta alle istanze dei cittadini. Mentre in molti altri casi si riscontra che domande e commenti dei fan non trovino alcuna considerazione da parte istituzionale.

Conclusione: Facebook rappresenta per le PA un ottimo strumento di interazione con il cittadino, capace di dare nuova attuazione ai principi di trasparenza, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa. Per raccogliere la sfida occorre però un utilizzo non superficiale del mezzo, fondato su un’accurata pianificazione strategica e su una gestione caratterizzata da competenza e continuità.